<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>Studi Medici Vecchia Viareggio, centro poliambulatoriale</title><link>http://www.studiomedicoviareggio.it</link><description>Studi Medici Vecchia Viareggio, centro poliambulatoriale, via Vittorio Veneto 34 Viareggio</description><language>it</language><copyright>studiomedicoviareggio.it 2010</copyright><image><url>http://www.studiomedicoviareggio.it/sito/images/logorss.gif</url><title>Studi Medici Vecchia Viareggio - RSS</title><link>http://www.studiomedicoviareggio.it</link><width>200</width><height>60</height></image><item>
<title><![CDATA[Cosa ci si deve aspettare da un'ecografia?]]></title>
<description><![CDATA[La domanda classica che le donne fanno all&rsquo; ecografista &egrave; : Il mio bambino &egrave; sano? Ma a questa domanda il Medico non pu&ograve; rispondere con certezza. Grazie all&rsquo;ecografia riusciamo a diagnosticare buona parte delle malformazioni Medio-Grandi ma possono sfuggire tante cose per cattiva visione, per la natura stessa della malformazione come per esempio la cardiopatie congenite per la posizione del bambino, per l&rsquo;abilit&agrave; dell&rsquo; ecografista o anche per l&rsquo;eccessivo peso della futura mamma. Certo la tecnologia &egrave; notevolmente migliorata rispetto a 20 anni fa , ma neanche il miglior ecografista sulla piazza pu&ograve; dare la certezza al 100%.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=8]]></link>
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<author>Silvia Maria Rubino, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come cresce il mio bimbo nella pancia?]]></title>
<description><![CDATA[L&rsquo;ecografie permettono di scoprirlo.
<p>Le pi&ugrave; importanti sono 4: </p>
<p>MINI- MORFOLOGICA: (6- 11 settimane) il ginecologo verifica la presenza di una gravidanza in utero, il battito cardiaco del feto, del quale calcola l&rsquo;et&agrave; e la data di nascita. </p>
<p>GENETICA O MORFOLOGICA PRECOCE: (11-13 Settimane) si valutano i parametri della mini morfologica in particolare, la vitalit&agrave;, la biometria fetale, ossia la crescita del feto ed altri parametri come l&rsquo;osso nasale etc.</p>
<p>ECOGRAFIA MORFOLOGICA: (20- 22 Settimane) &egrave; l&rsquo;ecografia pi&ugrave; importante. Il Ginecologo pu&ograve; effettuare un controllo completo, misura il diametro della testa, controlla gli organi (cuore, testa, colonna vertebrale, braccia, gambe, fegato e reni) verifica la posizione della placentae la quantit&agrave; di liquido amniotico. Se i futuri genitori lo desiderano, il Medico pu&ograve; anche rivelare il sesso del bambino.</p>
<p>ECOGRAFIA BIOMETRICA: (30-32 Settimane) Il Ginecologo valuta il corretto sviluppo del feto e le funzioni degli organi. La valutazione del Medico si basa sulla misurazione di alcuni dati (circonferenza della testa, lunghezza del femore) che vengono confrontati con valori standard.]]></description>
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<author>Silvia Maria Rubino, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ecografia in gravidanza]]></title>
<description><![CDATA[L&rsquo;utilizzo sistematico dell&rsquo; ecografia in gravidanza ha costituito una delle prime applicazioni di vasto successo della diagnostica con ultrasuoni in campo medico. E&rsquo; possibile controllare e verificare lo sviluppo ed il perfetto funzionamento di organi ed apparati (cuore, intestino,reni, etc.) ma anche sorprendere il nascituro in atteggiamenti insospettati (succhiarsi il dito, muovere mani e piedi etc.) E&rsquo; possibile perci&ograve; affermare che l&rsquo;avvento degli ultrasuoni ha rappresentato una vera rivoluzione in Ostetricia. E&rsquo; compito del Ginecologo indicare quando eseguire la prima ecografia in gravidanza e quando effettuare i controlli. L&rsquo;ecografia, permette un&rsquo; ottimale controllo della crescita fetale (con apposite misurazioni della crescita del nascituro). All&rsquo; inizio della gravidanza (2&deg; Mese) &egrave; possibile valutare la corretta posizione intrauterina della camera oculare ed individuare il battito cardiaco fetale. Occorre ricordare che gli esami ecografici, saranno particolarmente frequenti e ripetuti in caso di gravidanza patologica.]]></description>
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<author>Silvia Maria Rubino, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'ecografia in ginecologia]]></title>
<description><![CDATA[<p><embed height="160" width="583" src="/public/sito/site/F2010628AUEZ3E0-flash_ginecologia.swf" type="application/x-shockwave-flash"></embed></p>
<p>E’ possibile eseguire uno studio dell’ apparato genitale femminile sia per via transaddominale (condizione indispensabile per un corretto esame è mantenere un adeguato riempimento vescicole) Che per via vaginale (per cui si utilizzeranno delle sonde speciali). Con questo esame sono ben visibili: Utero, Vagina , Ovaie e strutture annessiali, di tali strutture se ne apprezzano le modificazioni con l’età e con le varie fasi del ciclo mestruale. Nel campo della patologia, l’ ecografia è particolarmente utile, sia per valutare lesioni di natura benigna (come: cisti ovariche, fibromi uterini) sia per evidenziare patologie maligne come: tumori di utero ed ovaie.]]></description>
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<author>Silvia Maria Rubino, specialista in ginecologia e ostetricia</author>
<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uomini maturi (50-70 anni) ]]></title>
<description><![CDATA[<p>L’esame ecografico della prostata sia per via sovrapubica che transrettale, associato al monitoraggio del PSA totale e libero, sono diventati l’esame di routine nella prevenzione del carcinoma della prostata e per lo studio delle disfunzioni urinarie da adenoma prostatico. Ma altrettanto importante e necessario lo studio ecocolodoppler dell’aorta, soprattutto in presenza di familiarità per arteriopatia metabolica e degenerativa, fumo, ipertensione, ipercolesterolemia . L’esame ecocolordoppler dell’aorta può facilmente escludere aneurismi o placche ostruenti spesso responsabili, oltre che di addome acuto, di difficoltosa diagnosi anche di problematiche riguardanti la sfera genitale (impotentia erigendi e/o coeundi). Una adeguata valutazione dei vasi cerebro afferenti (VCA) permette una adeguata prevenzione degli ictus per placche ateromasiche complicate od ostruenti.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=7]]></link>
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<author>Alessandro Repetti, specialista in pediatria ed ecografia</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Donne mature (50-70 anni) ]]></title>
<description><![CDATA[<p>Necessaria integrazione diagnostica all’autopalpazione e mammografia, nella prevenzione del tumore al seno, l’esame ecografico del seno. Riconoscendo alla precocità della diagnosi l’elevato successo terapeutico, sempre meno invasivo ai giorni nostri, del tumore della mammella, l’ecografia si pone come esame “gold standard“ nella metodica di primo approccio, facilmente ripetibile e senza esposizione a radiazioni ionizzanti, eseguibile con tempi di attesa ridotti al minimo. L’esame ecografico della tiroide trova le stesse indicazioni dell’epoca precedente, e rientra fra gli esami utili in corso di accertamenti per cure dimagranti.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=7]]></link>
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<author>Alessandro Repetti, specialista in pediatria ed ecografia</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uomini giovani (30-40 anni) ]]></title>
<description><![CDATA[<p>Importante per questa fascia d’età lo studio dei genitali per la prevenzione del tumore del testicolo, e per la prevenzione dell’infertilità con la ricerca di eventuale varicocele in fase preclinica, spesso responsabile di alterazioni della qualità dello sperma. Screening ecografico della tiroide teso a escludere la presenza dei sempre più frequenti noduli solitari, spesso di natura maligna.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=7]]></link>
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<author>Alessandro Repetti, specialista in pediatria ed ecografia</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Donne giovani (30-40 anni) ]]></title>
<description><![CDATA[<p>Prima di raggiungere i 40 anni, età in cui si inizia lo screening mammografico, le giovani donne devono eseguire l’ecografia al seno per la prevenzione delle formazioni nodulari benigne e maligne, associata ad una adeguata istruzione sulla ispezione e palpazione mammaria. La patologia della tiroide di tipo infiammatorio (tiroditi autoimmuni, tiroiditi croniche) e di tipo degenerativo (gozzi nodulari) sono molto frequenti in questa epoca in cui spesso le donne affrontano una o più gravidanze e allattano: entrambe condizioni di notevole stress metabolico per la donna, che slatentizzano patologie tiroidee. La precoce diagnosi in corso di check-up permette un trattamento profilattico o terapeutico prima della inevitabile espressione clinica , spesso subdola (aumento di peso ,astenia, sindrome simil depressiva….) e tipica della IV decade di vita .]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=7]]></link>
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<author>Alessandro Repetti, specialista in pediatria ed ecografia</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pubertà]]></title>
<description><![CDATA[<p>Lo studio ecografico appare particolarmente utile nello studio dello stadio puberale visualizzando la morfologia uterina e delle ovaie con valutazione del volume e la presenza di follicoli attivati: questo permette di integrare lo studio auxologico nelle giovani pazienti per un eventuale rallentamento dello sviluppo puberale in relazione al target di crescita. Nei maschi appare utile lo studio dei genitali per evidenziare eventuali patologie vascolari(varicocele) che possano diventare clinicamente significative (infertilità) nella prossima età giovanile. Necessario lo studio anche della tiroide che in questa epoca di spiccato anabolismo presenta spesso patologie iniziali o deficit relativi.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=7]]></link>
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<author>Alessandro Repetti, specialista in pediatria ed ecografia</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Prima infanzia]]></title>
<description><![CDATA[<p>Una indagine morfologica Total Body del lattante (primi tre mesi di vita), come ormai consolidata abitudine in campo ostetrico, può portare a compimento lo screening iniziato in utero sul feto. Con l’esame ecografico possiamo visualizzare nel piccolo paziente tutti gli organi addominali come fegato, cistifellea, vie biliari principali, pancreas, milza, organi genitali interni, surreni, reni e vie escretrici, emisferi cerebrali, cervelletto, spazi ventricolari e sub aracnoidei,tiroide. Quindi completare adeguatamente lo studio di tutti quegli organi che nell’esame morfologico intrauterino non trovano un adeguato riscontro Ritrovare un reperto di normalità per sede, numero e morfologia di tutti gli organi suddetti, permette di dare un giusto completamento all’indagine morfologica iniziata in utero. Inoltre il riscontro di anomalie di numero sede o morfologia in fase preclinica permette ai genitori di tenere dei comportamenti rivolti alla tutela della eventuale anomalia (per esempio evitare in futuro sport traumatici, o da subito evitare farmaci nefrotossici in soggetto monorene). Inoltre lo studio dell’articolazione dell’anca consente di prevenire le complicanza della Displasia Evolutiva dell’Anca in fase precoce e con risoluzioni dei quadri patologici con metodi incruenti, in tempi precoci, prima della deambulazione.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=7]]></link>
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<author>Alessandro Repetti, specialista in pediatria ed ecografia</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il seno maschile]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>L’adenectomia sottocutanea è un intervento chirurgico che elimina il tessuto mammario che può essere presente in eccesso nella mammella.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>La presenza di una mammella troppo sviluppata in un uomo può essere fonte di disagio. In alcuni casi, si tratta della comparsa di una vera ghiandola mammaria di tipo femminile (ginecomastia vera), in altri la prominenza è dovuta a un accumulo eccessivo di adipe (pseudoginecomastia). In entrambi i casi, è possibile eliminare tale inestetismo attraverso un intervento chirurgico.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>Attraverso un’incisione eseguita tra la cute scura dell’areola e cute del torace più chiara, è possibile eliminare la ghiandola e asportare il tessuto eccedente. Nel caso in cui sia presente poco tessuto ghiandolare, ma molto tessuto adiposo, è possibile rimuovere il grasso attraverso una semplice liposcultura; in questo caso sarà sufficiente un’unica incisione di circa 8 mm. di lunghezza, necessaria per l’introduzione della minicannula.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze<br /></strong>L’adenectomia sottocutanea è un intervento estremamente sicuro e praticato in tutto il mondo. Nonostante ciò, come ogni intervento chirurgico, può talora presentare delle complicanze, più o meno importanti. <br />Il principale esito dopo tale intervento è rappresentato dalla cicatrice, presente generalmente nella metà inferiore dell’areola, a confine tra cute di colore più scuro e cute di colore più chiaro; con il tempo, generalmente, tale cicatrice tende a essere sempre meno evidente, sino a non essere quasi più visibile. Sono possibili, anche se molto rare, complicanze come infezioni ed ematomi. Rarissimi i casi in cui la cute dell’areola perde la propria sensibilità.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’intervento di adenectomia sottocutanea può essere eseguito in anestesia generale o in anestesia locale assistita, sarà il colloquio con il chirurgo e con l’anestesista – che deve essere sempre presente in questo tipo di intervento – a far scegliere l’anestesia migliore, caso per caso.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5</guid>
<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rinoplastica]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>La rinoplastica rappresenta un intervento che permette di rimodellare la forma del naso, eliminando i difetti esistenti.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>La presenza di difetti estetici che creano disagio al paziente, sono indicazioni all’esecuzione di una rinoplastica. Condizione necessaria per tale intervento è il completo sviluppo della piramide nasale, che si verifica attorno ai 16-18 anni; sarà necessario attendere tale momento per poter effettuare questo intervento.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>L’intervento di rinoplastica permette di eliminare o correggere difetti presenti. Il più evidente riguarda la presenza di una gobba ossea, ma possono esserci problemi alla parte cartilaginea (punta del naso grossa, globosa), oltre che asimmetrie (naso storto) o naso troppo scavato, spesso causato da un precedente intervento di rinoplastica in cui si è asportato una eccessiva quantità di tessuti. Le cicatrici sono invisibili dall’esterno, poiché per accedere alle strutture del naso si passa attraverso delle incisioni effettuate all’interno delle narici.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze<br /></strong>La rinoplastica è un intervento estremamente sicuro e molto frequentemente praticato in tutto il mondo. Nonostante ciò, come ogni intervento chirurgico, può talora presentare delle complicanze, più o meno importanti. Dopo l’intervento, se sono stati eseguiti rimodellamenti ossei, si dovrà portare un gesso per circa 10 giorni, mentre in alcuni casi saranno applicati dei tamponi in entrambe le narici. Il primo giorno dopo l’intervento può verificarsi un lieve scolo di alcune gocce di sangue attraverso le narici, e possono presentarsi delle ecchimosi agli occhi che permangono per 5-10 giorni, soprattutto se siamo in presenza di una cute delicata; saranno necessarie alcune settimane prima che il naso acquisisca il profilo definitivo, a causa della presenza di gonfiore nelle prime settimane, anche se saranno subito visibili i cambiamenti fatti.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’intervento di rinoplastica può essere eseguito in anestesia generale o in anestesia locale assistita; sarà il colloquio con il chirurgo e con l’anestesista – che deve essere sempre presente in questo tipo di intervento – a far scegliere l’anestesia migliore, caso per caso.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
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<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Otoplastica]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>La otoplastica permette la correzione di difetti di forma dei padiglioni auricolari.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>L’indicazione più frequente per l’esecuzione di un intervento di otoplastica è rappresentato dalla presenza di orecchie che sporgono verso l’esterno, causando imbarazzo nella persona che ne è affetta (orecchie a sventola). Oltre a ciò, anche altri tipi di malformazioni, anche se meno frequenti, possono essere corrette mediante un intervento di otoplastica (orecchie a coppa, orecchie a satiro, ecc.). Tale intervento può essere eseguito anche a seguito di modificazioni delle orecchie dopo un trauma.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>Attraverso una incisione che viene effettuata nella piega tra la parte posteriore dell’orecchio e il cuoio capelluto, si accede alle strutture cartilaginee sottostanti, che vengono modellate con incisioni eseguite in punti predeterminati e trazionate con vari punti di sutura. Dopo aver eseguito una adeguata emostasi, cioè un controllo del sanguinamento, si procede alla chiusura dell’incisione cutanea che ci è servita per l’operazione.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze<br /></strong>La otoplastica è un intervento estremamente sicuro e molto frequentemente praticato in tutto il mondo. Nonostante ciò, come ogni intervento chirurgico, può talora presentare delle complicanze, più o meno importanti. Esito dell’intervento chirurgico è una cicatrice, che di solito non si vede, poiché è nascosta dall’orecchio che, più attaccato alla testa, la nasconde. I principali rischi sono l’infezione, molto rara grazie all’impiego di antibiotici, e il nuovo allargamento delle orecchie, che può verificarsi dopo alcune settimane dall’intervento, accade oramai in casi estremamente rari, perché si adoperano fili di sutura adeguati.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’anestesia, in pazienti adulti e collaboranti, è generalmente locale; in pazienti emotivi, o adolescenti, può essere consigliata la sedazione grazie alla presenza dell’anestesista. In rari casi, o per bambini, si può ricorrere all’uso dell’anestesia generale.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
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<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mastoplastica riduttiva]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>La mastoplastica riduttiva rappresenta una metodica chirurgica che permette di ridurre il volume di una mammella troppo grossa.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>Questo intervento può essere indicato in tutte le pazienti in cui il volume eccessivo del seno porti a un disagio estetico, o che dia un affaticamento alla colonna vertebrale, sottoposta continuamente ad un peso eccessivo in avanti.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>L’intervento di mastoplastica riduttiva consiste nel rimuovere una parte del tessuto mammario e della cute che lo riveste, rendendo così più tesa la cute. In base al tipo di paziente sarà decisa la quantità e la sede di cute che sarà necessario asportare, per rendere meno evidente la cicatrice. Al termine, verrà applicato un drenaggio in ognuna delle mammelle.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze<br /></strong>La mastoplastica riduttiva è un intervento estremamente sicuro e molto frequentemente praticato in tutto il mondo. Nonostante ciò, come ogni intervento chirurgico, può talora presentare delle complicanze, più o meno importanti. Il principale esito dopo tale intervento è rappresentato dalle cicatrici; queste possono essere generalmente nascoste sotto un reggiseno. Con il tempo, generalmente le cicatrici tendono a essere sempre meno evidenti, ma difficilmente scompaiono del tutto. La cicatrice è presente attorno all’areola, lungo un asse verticale che dall’areola si porta nel solco tra mammelle e cute toracica, e prosegue per alcuni centimetri nel solco stesso; in alcuni casi, la cicatrice presente nel solco della mammella può essere evitata. Si possono verificare, anche se molto rare, complicanze come infezioni, ematomi e sieromi. Rarissimi i casi in cui la cute dell’areola perde la propria sensibilità.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’anestesia normalmente utilizzata per questo intervento è l’anestesia generale; in rari casi può essere effettuata una anestesia locale assisitita.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
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<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mastoplastica additiva]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico che permette, attraverso l’inserimento di una protesi, di aumentare il volume della mammella o di riempirla nel caso in cui si sia svuotata per un dimagrimento o dopo gravidanze.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>Le pazienti che ritengono di avere il seno di un volume più piccolo in proporzione al resto del corpo, o pazienti che desiderano ottenere nuovamente un volume precedentemente avuto e ora perso sono le giuste candidate ad un intervento di mastoplastica additiva.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>Le possibili vie di accesso per introdurre una protesi mammaria sono tre: lungo il margine della metà inferiore dell’areola, dal solco dove la cute del seno si ripiega per diventare cute del torace, oppure dall’ascella. La protesi sarà posizionata sempre a una profondità maggiore rispetto alla ghiandola mammaria, in una posizione sopra o sottomuscolare. Si sutureranno infine gli strati superficiali e, in taluni casi, si applicheranno dei drenaggi per aspirare piccole quantità di siero o sangue che si possono formare.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze<br /></strong>La mastoplastica additiva è un intervento estremamente sicuro e praticato in tutto il mondo. Nonostante ciò, come ogni intervento chirurgico, può talora presentare delle complicanze, più o meno importanti.<br />La principale complicanza che può verificarsi, viene definita “contrattura capsulare”, ed è rappresentata da un indurimento dei tessuti del corpo che circondano la protesi, che assume una durezza maggiore e, nei casi più gravi, un cambiamento di forma. Tale complicanza, con le metodiche attualmente impiegate, si verifica in meno del 4% dei casi, e può generalmente essere trattata mediante un intervento di “capsulotomia” o “capsulectomia”. Altre possibili complicanze come ematomi ed infezioni sono estremamente rare. E’ necessario sfatare alcune credenze presenti attorno a questo intervento; infatti è oramai appurato che l’impianto di protesi non è in alcun modo associato con l’insorgenza del tumore al seno, ed ovviamente non comporta alcun rischio nell’affrontare viaggi in aereo o immersioni subacquee. Anche l’allattamento viene conservato.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’intervento di mastoplastica additiva può essere eseguito in anestesia generale o in anestesia locale assistita; sarà il colloquio con il chirurgo e con l’anestesista, che deve essere sempre presente in questo tipo di intervento, a far scegliere l’anestesia migliore.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5</guid>
<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mastopessi]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>La mastopessi rappresenta una metodica chirurgica che permette di risollevare un seno che ha mostrato un cedimento con perdita di elasticità, e che tende pertanto a essere più cadente, poco tonico, e spesso svuotato all’interno.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>E’ indicato in tutte le pazienti in cui sia presente un disagio estetico a causa di un seno cadente dovuto all’età, oppure dopo gravidanze, allattamenti o per forti dimagrimenti.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>L’intervento di mastopessi consiste nell’aumentare il turgore del seno e riposizionare l’areola più in alto, rimuovendo la parte di cute eccedente. In molti casi si inserisce all’interno una protesi che aumenta il volume della mammella, rendendo così più tesa la cute. In base al tipo di paziente sarà decisa la quantità e la sede di cute che sarà necessario asportare, dando origine a una cicatrice. Al termine, verrà applicato, nella maggioranza dei casi, un drenaggio.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze<br /></strong>La mastopessi è un intervento estremamente sicuro e praticato in tutto il mondo. Nonostante ciò, come ogni intervento chirurgico, può talora presentare delle complicanze più o meno importanti. Il principale esito dopo tale intervento è rappresentato dalle cicatrici che possono essere facilmente nascoste sotto un reggiseno. Con il tempo, generalmente le cicatrici tendono a essere sempre meno evidenti, ma difficilmente scompaiono del tutto. L’esito di questo intervento darà origine a vari tipi di cicatrice: una cicatrice circolare attorno all’areola, che può proseguire verticalmente dall’areola verso il basso fino al solco sottomammario, e può continuare per alcuni centimetri nel solco stesso. Sono possibili, anche se molto rare, complicanze come infezioni ed ematomi.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’intervento di mastopessi può essere eseguito in anestesia generale o in anestesia locale assistita; sarà il colloquio con il chirurgo e con l’anestesista – che deve essere sempre presente in questo tipo di intervento – a far scegliere l’anestesia migliore, caso per caso.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5</guid>
<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricostruzione mammaria]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>La ricostruzione mammaria è necessaria dopo che, a causa di interventi i asportazione per tumori del seno, si è verificata un danno ai tessuti.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>In tutti i casi in cui si siano verificati danni a carico dei tessuti che compongono la mammella, sono attualmente possibili interventi di miglioramento da parte del chirurgo plastico. Questo si può verificare sia nei casi di asportazione di semplici noduli, dopo quadrantectomie o per mastectomie. Tranne i casi in cui la paziente sia in una età troppo avanzata, si rende sempre necessario un rimodellamento dei tessuti presenti che permettono di ottenere la migliore qualità di vita nelle pazienti.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>In base al problema di cui la paziente è affetta, sono possibili molti interventi di ricostruzione mammaria. In molti casi è sufficiente rimodellare i tessuti presenti, mentre in altri casi sono necessari interventi di trasferimento di tessuti, o l’impianto di protesi. Queste procedure sono spesso eseguite nello stesso tempo chirurgico in cui la paziente subisce la demolizione a causa della malattia di cui è affetta, consentendo alla pazienti di subire minori danni fisici e psicologici, poiché al risveglio già presentano una riduzione della menomazione resasi necessaria.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze<br /></strong>La ricostruzione mammaria può presentare, come tutti gli interventi chirurgici, varie complicanze, diversi in base alle varie metodiche utilizzate. Nonostante questi rischi, che sempre devono essere discussi con la paziente, la ricostruzione della mammella consente generalmente un miglioramento della qualità di vita delle pazienti.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’anestesia normalmente utilizzata per questo intervento è l’anestesia generale; in casi di minore impegno, può essere effettuata una anestesia locale assistita.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5</guid>
<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Liposcultura]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Cos'è<br /></strong>La liposcultura, evoluzione della liposuzione tradizionale, rappresenta una metodica che riesce a ridurre la quantità di grasso presente in eccesso in aree localizzate del corpo, pur evitando che la cute si afflosci a causa della riduzione di volume.</p>
<p><strong>Indicazioni<br /></strong>La liposcultura è indicata in tutti i casi in cui la paziente desideri una riduzione del grasso corporeo in un’area localizzata, o in alcune di esse. Non è indicata per ottenere una riduzione generalizzata del grasso presente nel corpo, né può essere impiegata come sostituzione a una terapia dimagrante.</p>
<p><strong>L'intervento<br /></strong>Prima di ogni iniziare un intervento di liposcultura, viene iniettata nell’area da trattare una miscela di sostanze che riduce il sanguinamento e quindi la formazione di ematomi. Si introduce allora la cannula che, attraverso un foro presente alla sua sommità, aspira progressivamente il grasso, sia in profondità sia in superficie; quest’ultimo passaggio è estremamente importante, poiché permette un ottimale riadattamento della cute. Si sutura con uno – due micropunti la piccola incisione cutanea che ha permesso l’introduzione della cannula e si applica una guaina contenitiva.</p>
<p><strong>Esiti, rischi e complicanze</strong><br />Occorre sfatare il timore che molte pazienti hanno nei confronti di questa metodica; al contrario, la liposcultura è un intervento molto sicuro ed è l’intervento più frequentemente praticato nel mondo. Essendo apparentemente semplice, si presta ad essere eseguito in strutture non adeguate o da personale non abbastanza preparato. Questo comporta un aumento delle complicanze e dei cattivi risultati che in alcuni casi si verificano. Tali rischi, in presenza di personale qualificato e con attrezzature idonee, sono al contrario estremamente ridotti. Le cicatrici, in questo tipo di intervento, sono pressoché invisibili, essendo ridotte a meno di un centimetro di lunghezza. Sono possibili, anche se molto rare, complicanze come infezioni, ematomi e sieromi.</p>
<p><strong>Tipo di anestesia<br /></strong>L’intervento di liposcultura può essere eseguito in anestesia generale, anestesia spinale o in anestesia locale assistita; sarà il colloquio con il chirurgo e con l’anestesista – che deve essere sempre presente in questo tipo di intervento – a far scegliere l’anestesia migliore, caso per caso.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=5]]></link>
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<author>Giordano Giannotti, specialista in chirurgia plastica</author>
<pubDate>Mon, 3 May 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
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<title><![CDATA[I NOSTRI TRATTAMENTI]]></title>
<description><![CDATA[<ul>
    <li>Mesoterapia. Trattamento anticellulite</li>
    <li>Leccilisi.Trattamento per adiposit&agrave; localizzate</li>
    <li>Acido Glicolico + Salicidico + Piruvico</li>
    <li>Infiltrazioni di riempimento rughe all'acido ialuronico </li>
</ul>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=6]]></link>
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<author>Tommaso Brambilla, specialista in medicina estetica</author>
<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
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<title><![CDATA[Medicina estetica: Risultati e stile di vita]]></title>
<description><![CDATA[<p>Non dimentichiamo inoltre che, a prescindere dalla bravura del medico estetico, o dall'efficacia del trattamento che viene effettuato, &egrave; sempre importante lo stile di vita che adotta il paziente, sia prima che dopo il trattamentoInfatti un corretto stile di vita (alimentazione, riposo, inquinanti, ecc .. ) influisce nell'accellerare o ritardare i fisiologici processi di invecchiamento e la conseguente comparsa di in estetismi. Cos&igrave; come, dopo aver eseguito un trattamento di medicina estetica, il mantenere un corretto e salutare stile di vita pu&ograve; contribuire in modo significativo nel mantenere i risultati ottenuti con il trattamento.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=6]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.studiomedicoviareggio.it/index.asp?CatID=6</guid>
<author>Tommaso Brambilla, specialista in medicina estetica</author>
<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 0:0:0 +01:00</pubDate>
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