|
di Alessandro Repetti, specialista in pediatria ed ecografia
Prevenzione mediante ecografia Total Body
”Prevenzione” è fare anche un esame ecografico. L’esame ecografico è:
- non invasivo
- non espone a radiazioni ionizzanti
- non esiste in letteratura, al momento, evidenza che determini danni a organi o tessuti
- è facilmente ripetibile
- non crea disagio al paziente.
Un ottimo approccio alla prevenzsione può essere rappresentato dal sottoporsi periodicamente ad accertamenti ecografici Total Body che permettono uno studio sia dei tessuti molli (tiroide, mammella, stazioni linfonodali, articolazioni, muscoli e legamenti, testicoli), sia degli organi parenchimali addominali (vescica, utero, ovaie, fegato, cistifellea e biliari, pancreas, asse aortico, milza, reni, surreni, intestino).
Anche riconoscendo i limiti dell’esame ecografico e della sua metodica, uno studio programmato Total Body annuale può rientrare a pieno diritto in un programma di check-up, come confermato anche dalla Società Italiana di Ultrasonologia in Medicina e Biologica (SIUMB).
In relazione a un programma di prevenzione, di seguito vengono fornite le indicazioni per fascia di età alla esecuzione in corso di check-up di un esame ecografico Total Body.
Prima infanzia (APRI/CHIUDI)
Una indagine morfologica Total Body del lattante (primi tre mesi di vita), come ormai consolidata abitudine in campo ostetrico, può portare a compimento lo screening iniziato in utero sul feto. Con l’esame ecografico possiamo visualizzare nel piccolo paziente tutti gli organi addominali come fegato, cistifellea, vie biliari principali, pancreas, milza, organi genitali interni, surreni, reni e vie escretrici, emisferi cerebrali, cervelletto, spazi ventricolari e sub aracnoidei,tiroide. Quindi completare adeguatamente lo studio di tutti quegli organi che nell’esame morfologico intrauterino non trovano un adeguato riscontro Ritrovare un reperto di normalità per sede, numero e morfologia di tutti gli organi suddetti, permette di dare un giusto completamento all’indagine morfologica iniziata in utero. Inoltre il riscontro di anomalie di numero sede o morfologia in fase preclinica permette ai genitori di tenere dei comportamenti rivolti alla tutela della eventuale anomalia (per esempio evitare in futuro sport traumatici, o da subito evitare farmaci nefrotossici in soggetto monorene). Inoltre lo studio dell’articolazione dell’anca consente di prevenire le complicanza della Displasia Evolutiva dell’Anca in fase precoce e con risoluzioni dei quadri patologici con metodi incruenti, in tempi precoci, prima della deambulazione.
Pubertà (APRI/CHIUDI)
Lo studio ecografico appare particolarmente utile nello studio dello stadio puberale visualizzando la morfologia uterina e delle ovaie con valutazione del volume e la presenza di follicoli attivati: questo permette di integrare lo studio auxologico nelle giovani pazienti per un eventuale rallentamento dello sviluppo puberale in relazione al target di crescita. Nei maschi appare utile lo studio dei genitali per evidenziare eventuali patologie vascolari(varicocele) che possano diventare clinicamente significative (infertilità) nella prossima età giovanile. Necessario lo studio anche della tiroide che in questa epoca di spiccato anabolismo presenta spesso patologie iniziali o deficit relativi.
Donne giovani (30-40 anni) (APRI/CHIUDI)
Prima di raggiungere i 40 anni, età in cui si inizia lo screening mammografico, le giovani donne devono eseguire l’ecografia al seno per la prevenzione delle formazioni nodulari benigne e maligne, associata ad una adeguata istruzione sulla ispezione e palpazione mammaria. La patologia della tiroide di tipo infiammatorio (tiroditi autoimmuni, tiroiditi croniche) e di tipo degenerativo (gozzi nodulari) sono molto frequenti in questa epoca in cui spesso le donne affrontano una o più gravidanze e allattano: entrambe condizioni di notevole stress metabolico per la donna, che slatentizzano patologie tiroidee. La precoce diagnosi in corso di check-up permette un trattamento profilattico o terapeutico prima della inevitabile espressione clinica , spesso subdola (aumento di peso ,astenia, sindrome simil depressiva….) e tipica della IV decade di vita .
Uomini giovani (30-40 anni) (APRI/CHIUDI)
Importante per questa fascia d’età lo studio dei genitali per la prevenzione del tumore del testicolo, e per la prevenzione dell’infertilità con la ricerca di eventuale varicocele in fase preclinica, spesso responsabile di alterazioni della qualità dello sperma. Screening ecografico della tiroide teso a escludere la presenza dei sempre più frequenti noduli solitari, spesso di natura maligna.
Donne mature (50-70 anni) (APRI/CHIUDI)
Necessaria integrazione diagnostica all’autopalpazione e mammografia, nella prevenzione del tumore al seno, l’esame ecografico del seno. Riconoscendo alla precocità della diagnosi l’elevato successo terapeutico, sempre meno invasivo ai giorni nostri, del tumore della mammella, l’ecografia si pone come esame “gold standard“ nella metodica di primo approccio, facilmente ripetibile e senza esposizione a radiazioni ionizzanti, eseguibile con tempi di attesa ridotti al minimo. L’esame ecografico della tiroide trova le stesse indicazioni dell’epoca precedente, e rientra fra gli esami utili in corso di accertamenti per cure dimagranti.
Uomini maturi (50-70 anni) (APRI/CHIUDI)
L’esame ecografico della prostata sia per via sovrapubica che transrettale, associato al monitoraggio del PSA totale e libero, sono diventati l’esame di routine nella prevenzione del carcinoma della prostata e per lo studio delle disfunzioni urinarie da adenoma prostatico. Ma altrettanto importante e necessario lo studio ecocolodoppler dell’aorta, soprattutto in presenza di familiarità per arteriopatia metabolica e degenerativa, fumo, ipertensione, ipercolesterolemia . L’esame ecocolordoppler dell’aorta può facilmente escludere aneurismi o placche ostruenti spesso responsabili, oltre che di addome acuto, di difficoltosa diagnosi anche di problematiche riguardanti la sfera genitale (impotentia erigendi e/o coeundi). Una adeguata valutazione dei vasi cerebro afferenti (VCA) permette una adeguata prevenzione degli ictus per placche ateromasiche complicate od ostruenti.
|